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D'ISTRUZIONE

SUPERIORE

Bisignano (CS)

 

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DIARIO DI UN COMMISSARIO (FORZATO)

ESAMI DI STATO 2000 – 2001

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RAFFAELE CRISTOFARO

   

Mercoledì 20 - 06 - 2001

  • 8.00: mi presento alla commissione. Strette di mano di rito.  

  • 8.30: subito la collega  di francese si lamenta che per il terzo anno consecutivo è membro interno. Incomincia l’ansia delle carte. La collega di matematica mostra segni di fame.

  • 9.00: il presidente fa il giro e dice ai ragazzi che saranno aiutati, ma niente copie esterne altrimenti prenderà dei provvedimenti.

Un commissario interno traduce:

”su faciti vi sbattu  ca’capu aru muru”.

  • 10.20: dopo un’ora molti ragazzi non hanno ancora scelto la traccia. Sei ore, si finirà alle 15,20. Che fare nel frattempo? Avevo con me “I ricordi tristi e civili” di C. Garboli, ma non si può leggere. Parola d’ordine: bisogna aiutare i ragazzi, dare consigli.

  • 11.20: dopo due ore alcuni ragazzi non hanno ancora scelto la traccia da trattare. Altri lo hanno fatto, ma non sanno perché.

  • 11.40: un ragazzo chiede un terzo foglio senza ancora avere scritto niente sugli altri due. E protesta perché gli viene detto di no.

  • 12.00: una collega fa l’elenco dei panini per i candidati e non solo. Se non si mangia non si produce tutti a dare spiegazioni ai ragazzi: ma non sanno cosa scrivere neanche dopo.

Il presidente, comunque, se ne sta sempre con carte tra le mani. 

I ragazzi tutti moderni: orecchini, scarpe di gomma, cellulari. Però scrivono “molto bellissimo” e “degl’ialtri”. Più moderni di così!

  • 12.20: un ragazzo si lamenta che la “brutta” è venuta “brutta” e vuole cambiare foglio. Cerco di fargli capire che la”brutta” si chiama “brutta” perché è “brutta”. (Tautologia)  

Giovedì 21 - seconda prova scritta

  • 9.00: consegnata la traccia subito i colleghi tecnici incominciano, di fatto, a dettare lo svolgimento.

Gli alunni vanno aiutati.(Il nostro caro familismo).

Una collega non sapendo dove “depositare” il figlioletto, lo porta con sé, lo mette a  sedere tra i candidati e il bambino si mette a disegnare. (Non si dice sempre che bisogna  curare i rapporti scuola – famiglia?)  

Venerdì 22

  • 8.30: riunione per la terza prova. Ci vuole un’ora ma se ne perdono quattro.

Nel frattempo:

una collega porta una torta e si discetta su di essa;

un collega dice che se tornasse indietro vorrebbe insegnare ed. fisica. Anche perché, gli fa eco un altro collega, le colleghe di ed. fisica sono tutte alte e atletiche.

Chissà perché io ho sempre incontrate le altre.

Si perde tempo anche al computer per scrivere la terza prova.Si discute sullo stile da dare ai quiz. Si parla di “grassetto”. Io propongo il “magretto”

..... e il presidente? Su e giù con le carte.

Lunedì 25

  • 8.30: inizio terza prova. Alcuni candidati non si accontentano di qualche delucidazione.

“Ti posso indirizzare”- dico a uno – “No, mi dovete dare la risposta”

Nel frattempo:

i cellulari degli insegnanti (anche delle commissioni vicine) si scoprono   manzoniani:”s’ode a destra uno squillo di tromba;/ a sinistra risponde uno squillo…”

il presidente rifà due o tre volte il calendario d’esame (Magis magisque carte).

una collega per aiutare i ragazzi nei quesiti di storia controllava il libro “Fare storia” di Brancati nascosto in una cartella affinché il commissario non se ne accorgesse (infatti non me ne sono accorto).

una collega interna vorrebbe modificare il calendario d’esame della sua classe perché deve portare i bambini al mare e rimprovera un altro collega che finisce prima, e per il quale il calendario non deve essere modificato perché deve partire, di non aver pensato a partire più in là per consentire a lei di finire prima (la debolezza del sillogismo).

  • 14.20: i ragazzi del secondo turno della terza prova vanno per le lunghe perché bloccati dai quesiti di storia.Una collega di lettere di un’altra commissione, impaziente perché viaggia col gruppo del presidente, entra in aula e si mette a dettare le risposte (Insegnante senza “elegantia vitae”).

 

Martedì 26

 

  • 8.30: correzione compiti

qualcuno si preoccupa di trovare cibo. E lo trova (incredibile)

il presidente trova carte, perde carte e gira con carte

  • 13.45: si finisce. Sigilli alle finestre, all’armadietto, alle serrature, alla porta…

 

Mercoledì 27

 

  • 9.00: continua correzione compiti

un ragazzo ha scritto:”la Chiesa aveva sempre considerato la donna come un’appendicite dell’uomo”

Così anche nella “brutta” (diagnosi confermata)

anche oggi qualcuno si preoccupa di cercare cibo. Non ci crederete. Lo trova.

Così come il presidente trova e cerca sempre carte

  • 23.00: convocazione urgente per domani

 

Giovedì 28

 

  • 10.30: siamo convocati d’urgenza perché qualcuno si è accorto che un ragazzo con 31 agli scritti e 4 di credito scolastico rischierebbe la bocciatura perché all’orale non potremmo giustificare un 25 (voto alto per lui).

Dopo una non ampia e non approfondita discussione gli scritti si portano a 35.

(“Come è buono lei” diceva il Fracchia di Paolo Villaggio)

 

Lunedì – Martedì  2/3 Luglio

 

  • 8.30: orali (ma non si inizia prima delle 10.00)

I ragazzi hanno preparato una falsa tesina: non un argomento sviluppato, ma per ogni materia un argomento ridotto a non più di due pagine. Non sanno altro che questo e neanche bene.

“Che cos’è una dittatura?” – chiedo a un ragazzo che aveva scritto venti righe sul fascismo –silenzio. E io “In Italia oggi c’è la dittatura? “No”- rispose lui – “Da che cosa lo capisci?”- aggiungo – “Perché c’è la Repubblica”

  • 14.00: faccio notare al presidente (naturalmente con delle carte in mano) che ci sbrighiamo troppo tardi per interrogare quattro ragazzi su quattro pagine 

... quando si assegna il punteggio si fa il calcolo di quanti punti mancano per superare l’esame e poi si assegnano quei punti con un po’ d’interesse (come è buono lei” ripeteva il Fracchia di Villaggio).

 

Mercoledì 4

 

  • 8.30: i mangiatori della commissione, maxime la collega di matematica, decidono di interrompere la seduta, dopo il secondo candidato e far attendere gli altri, per andare al bar Aiello nei pressi del Campagnano.

Obiettivo: una brioche con gelato (mangiato con passione e sensualità) così grande che anche l’affamato Pantagruel si sarebbe meravigliato.

Io mi sono accontentato di un semplice gelato (e poi dicono che non mangio).

 

Lunedì 9

 

  • 8.30: riprendono gli orali. Gli alunni non sanno niente: solo qualche nozione imparata a memoria su un argomento a piacere. Nessuno può permettersi di fare domande diverse.

  • 9.30: dopo il primo candidato la collega di matematica:”se non prendo un caffè non riesco a ragionare”. Preoccupazione generale. Si sospende la seduta e tutti in macchina al bar più vicino.

Si riprendono gli esami: la collega ragionava come prima

 

Martedì 10 – Mercoledì 11 – Giovedì 12

 

  • 8.30 – 13.00: la solita confusione

insegnanti che si alzano per rispondere al cellulare

il presidente sempre in movimento con in mano carte ansiose

e si mangia , si mangia sempre: qualcuno interroga, altri mangiano: cioccolatini, pasticcini, caffè e pere. Sì, c’erano anche le pere (onde il proverbio: non far sapere al contadino com’è buono l’esame con le pere).

 

Venerdì 13

 

  • 8.30: ultimo giorno

controllo di carte e di firme. E ancora di carte. Non si sa mai 

..... si finisce al ristorante per continuare quello che si era fatto tutti i giorni

S’incomincia col mangiare / E si mangia per finire.

Chi è nato per mangiare / Anche morendo mangia.

 (parafrasando i proverbi di G. Ungaretti)

  • 16.30: sorpresa all’uscita del ristorante.

Abbiamo incontrato delle carte.

Cercavano il presidente.

 

 

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Aggiornato il 22.04.2006 17.06