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D'ISTRUZIONE SUPERIORE Bisignano (CS) |
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- IL MOVIMENTO DELLE NAZIONALITA’ Tratto dall’opera di René Rémond, Introduzione alla storia contemporanea, vol. II, Il XIX secolo (1815–1914), BUR, Milano 1976.
Riduzione del Prof. Raffaele Cristofaro
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IL XIX SECOLOIl tratto più evidente del secolo XIX è la frequenza delle
scosse rivoluzionarie. E' il secolo delle rivoluzioni perché nessun
altro è stato così fertile di sommosse, d’insurrezioni, di guerre
civili. Queste
rivoluzioni sono tutte rivolte contro l’ordine istituito (regime
politico, ordine sociale, talvolta dominio straniero), quasi tutte
combattute in nome della libertà, della democrazia politica o sociale,
dell’indipendenza o dell’unità nazionali. Il fenomeno rivoluzionario appare sulle prime come il contraccolpo della rivoluzione del 1789. Tuttavia, a mano a mano che il secolo si avvicina alla fine, si affermano altri caratteri che prendono il sopravvento sull’eredità della rivoluzione francese. Nuovi fenomeni, estranei alla rivoluzione, occupano un posto crescente, pongono nuovi problemi, suscitano movimenti inediti.E’ il caso della rivoluzione industriale che genera il movimento operaio, l’avanzata sindacale, le scuole socialiste. Si possono distinguere in questa situazione quattro grandi ondate:
La storia del XIX secolo è dominata da queste quattro forze
distinte che ora si susseguono ora si combattono, ma che entrano tutte
in conflitto con l’ordine istituito, con i principi ufficiali, le
istituzioni legali, le classi dirigenti, i domini stranieri. E’ il conflitto tra queste forze innovatrici e il potere istituito che crea la storia del XIX secolo, che spiega la violenza e la frequenza degli urti. |
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Aggiornato il 22.04.2006 17.06 |